Fahrenheit Remixed - Beatwin - Fahrenheit Remixed è una video performance. Il film di François Truffaut viene rimontato in diretta con le tecniche di un vj set e, contemporaneamente, la colonna sonora originale viene mixata con la musica elettronica composta appositamente. Esso dura esattamente lo stesso tempo del film - la peculiarità di questo lavoro è l'approcio "live", l'audio e il video vengono manipolati in diretta, seguendo il film. Beatwin è un progetto di Umberto Saraceni (alias Mister U/visuallab che da oltre 10 anni crea immaginario visivo per eventi "live") e Jan Maio (Musicista in varie rockband: MGZ, LE SIGNORE, FEM. Compositore di computer music, ha collaborato con Gabriele Salvatores come violinista e dal 1999 al 2006 con Cubase Magazine - ora CM2 - come groovista e sound designer. Ha prodotto musica per spot e per film e cortometraggi) per sperimentare nella pratica quella che era una riflessione teorica sulla percezione di senso e sulla contaminazione tra ambiti diversi: riproporre film "cult" dotati di una forte componente iconografica rimontandoli, a tempo di musica elettronica, per proporli fuori dagli ambiti di appartenenza e di fruizione classici. ![]() MILANO CALIBRO 9 – REMIXED sonorizzazione audiovisiva dell'omonimo film di Fernando Di Leo (1972). K Loud (music) - DJCINEMA (video). (30') Abbiamo pensato di giocare con Milano calibro 9 perchè il film di Di Leo racconta una città cinica e spietata della quale a trentasei anni di distanza ritroviamo tutti i caratteri in questa nostra contemporaneità. Il montaggio prende le distanze dal bluff di Ugo Piazza, che per immagini non può essere raccontato, e si concentra sul denaro che, come belve fameliche, tutti i volti del film combattono per ottenere. La trama visiva è dunque contratta e resa lineare attraverso un montaggio che serra i tempi dell’azione, ne aumenta il ritmo e ne amplifica l’intensità visiva, rendendo però il doveroso (e cinèfilo) omaggio ad alcune sequenze intoccabili perché magistrali. Il tentativo è quello di (ri)costruire una trama a sé stante, autonoma dall’originale e, forse, più prossima ai romanzi milanesi di Giorgio Scerbanenco, anche grazie all’utilizzo di sovratitoli. Il tappeto sonoro sincronizzato dal vivo dal musicista e produttore K Loud (aka CL. Audio) è di matrice eminentemente techno realizzato con sonorità originali senza il ricorso al campionamento di brani preesistenti, una tessitura musicale che dialoga con i protagonisti del miglior noir della storia del cinema italiano. MC9 - remixed è un progetto artistico che intende portare nei club la storia di Ugo Piazza, le immagini di Fernando di Leo e le atmosfere di Giorgio Scerbanenco, per proporre alle giovani generazioni (ma non solo) una modalità differente di vivere il rituale collettivo del ballo. DILLINGER È MORTO sonorizzazione e montaggio live del capolavoro di Marco Ferreri (1969). K Loud (musix) ilcanediPavlov! (video). Se dal punto di vista produttivo con MC9 abbiamo proceduto dalle immagini alla musica con il progetto legato al film di Marco Ferreri compiamo il percorso inverso. Attraverso un campionamento della pellicola in 70 parti sono le immagini che cercano un contatto con la musica prodotta da K Loud. «Sfuggire a ciò che si è, questo è il sogno del protagonista di Dillinger è morto […]. Ferreri respira gli umori della contestazione con la leggerezza del buffone, ben sapendo di appartenere a quelle élite di “vitelloni della cultura” che non raggiungerà mai il popolo, in quanto priva di un linguaggio comune a coloro che possono fare la rivoluzione. Il linguaggio dunque. La depurazione drammaturgica iniziata con la rarefazione simbolica del profilmico in Break-up e proseguita con L’harem, […], raggiunge in Dillinger è morto il punto di non ritorno. Dopo essere stato diluito in un pomeriggio bucato (Break-up), il fantasma della durata si materializza ora nella notte illuminata di un uomo predicato in negativo (senza nome, senza voce), maschera opaca di quell’alienazione che affligge come un male incurabile la società dei consumi. Al racconto subentra l’osservazione, alla compressione la dilatazione, all’azione un’attesa senza oggetto. Icona dell’apatia borghese, Michel Piccoli inaugura il lungo sodalizio con Marco Ferreri, consegnandogli un corpo svuotato, dalla mimica implosa, marionetta pensante presente in ogni inquadratura a tal punto da apparire invisibile.» (Alberto Standola, Marco Ferreri, Il Castoro, 2004) |